Il Palio di Asti - © Vaghis viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati
«Signor Capitano, vi do licenza di correre il Palio nell’anno del Signore… Andate, e che San Secondo vi assista!»

Il Palio di Asti: una tradizione dal sapore di polvere e di adrenalina, ma anche di tenero amore per le proprie radici, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Questo il modo più sincero per descrivere l’essenza di un evento così sentito nella comunità astigiana, che richiama i cori festanti dei cittadini di comuni e rioni diversi uniti per festeggiare in maniera davvero unica il patrono della città, San Secondo.

 

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Nata all’incirca nel 1170, sebbene la prima testimonianza certa dell’evento risalga ad una cronaca del 1275 di Guglielmo Ventura, questa rievocazione storica ha subìto una miriade di variazioni nei secoli, ma dalla meticolosità del suo odierno programma e regolamento e dalla passione di ognuno, si avverte tutta la dedizione con cui i custodi della tradizione continuino a lavorare per mantenerne intatta l’essenza, tutt’al più integrandola con nuovi elementi, come il Palio degli sbandieratori, il Paliotto, il museo del Palio e l’annuale elezione della Damigella del Palio.
Ma ora bando agli indugi, entriamo nel vivo di questa realtà dove a settembre, come d’incanto, le vie del pittoresco centro storico di Asti vengono investite da una fiumana di profumi di pietanze, drappi, bandiere variopinte, mercatini e uomini e donne in abiti medievali, riprodotti fedelmente per il tema scelto da ciascun rione per la grandiosa sfilata che precede di poche ore l’evento centrale.

 

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Per quanto sia difficile da credere, la vera festa deve ancora venire: con il petto gonfio d’orgoglio, dell’ilarità degli scherzi goliardici di questi giorni, dei riti scaramantici per propiziarsi la vittoria, e di un pizzico di sana paura di venire disarcionati dal proprio destriero, vista l’assenza di supporti alla cavalcata al di fuori di speroni e sborello (un tipo di frustino), i giovanissimi paggi fanno il loro ingresso nella pista di corso Alfieri e si dispongono di fronte al Canapo (tradizionale fune di partenza) nell’ordine stabilito dalla sorte, in attesa.

Tanti contendenti, un solo vincitore: questo il pensiero fisso di cavalieri e spettatori nei circa 2,5 km di corsa “alla lunga” (con un percorso lineare anziché circolare com’era un tempo) che separano i paggi dal traguardo e dalla gloria. E se un fantino cadesse, ma il suo cavallo arrivasse primo? Che ci crediate o no, la vittoria andrebbe a lui! Quanto al premio? Sebbene possa apparire ovvio rispondere “il Palio” e buffo il constatare che nei secoli vi furono persino casi di “vincitori” di cipolle e acciughe, vi è qualcosa di ancor più prezioso nel partecipare al Palio di Asti: la soddisfazione di correre ancora un anno incontro al per sempre di una tradizione immortale.

 

Il Palio di Asti

 

Cappello social: Cosa rende così speciale e sentita la tradizione del Palio di Asti? Forse la magica atmosfera medievale che investe come un fiume in piena le vie del centro nella spettacolare parata che precede di poco l’evento centrale? O magari il brivido di assistere dal vivo all’impresa di coraggiosi fantini in competizione su cavalli montati a pelo? No e no: seguiteci in questo viaggio nel concetto di eternità e lo scoprirete…

  INFORMAZIONI UTILI

Palio di Asti

Piazza Alfieri
Sito web: www.paliodiasti.com
Email: [email protected] 

Comune di Asti

Piazza San Secondo, 1 – 14100 Asti
Tel. +39 0141 399111
Sito web: www.comune.asti.it
Email: [email protected]